Un anno in otto tempi

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Ciao sono Simona e sono salsera da un anno. E forse anche per caso: perché le cose migliori della vita nascono così, quando la tua migliore amica ti chiama una domenica mattina di settembre e ti dice: andiamo a fare una prova.
Sono salsera convinta: quando improvviso passi che non conosco e poi sorrido per l’imbarazzo. Incosciente: ogni volta che mi affido a mani sconosciute e a sconosciuti cuori.

Sono salsera a piedi nudi, sulla spiaggia di Mykonos. Che dio benedica il parquet e le scarpette con la suola di velluto, ma niente potrà battere lo spettacolo di un tramonto sulle note di Marc Anthony.
Salsera sempre e dovunque: in disco e sui tetti e nella stanza di casa mia e al bar. Con o senza musica.
Sono stata salsera col cuore a mille, quando sulla pista mi sono sentita viva. Salsera col cuore a pezzi, quando su quella stessa pista mi sono sentita morire un po’.
Partner complice. Docile nel farmi condurre ma sempre salda sui miei piedi.
Appassionata. A volte nostalgica. Emozionata e accesa. Divertita quando smetto di contare i tempi e mi godo semplicemente il suono.
Amica nei bagni di un locale e nelle occhiate tra un giro ed un altro e negli spogliatoi di una palestra perché è lì che ci si spoglia davvero: delle t-shirt sudate e dei pensieri. Amante fiel. Tradita e lasciata in pista sul più bello. Forte al punto da continuare, nonostante tutto, a ballare. Conquistata da perfetti sconosciuti anche solo per la durata di una canzone. Amata e stretta in certi balli che sono come degli abbracci.

Ciao sono Simona e sono salsera da un anno. Di quelle che ti dice grazie prima di salutarti. Passata dall’essere trascinata in pista da ballo all’essere trascinata al di fuori di essa: perché è lì che ho perso qualcosa (il ritmo, l’orientamento e qualche chiamata sul telefono) ma è sempre lì che ho ricevuto tanto.

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