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Vanity Fair, Hogan e un red carpet con le sneakers

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Meglio di un red carpet, c’è solo un red carpet… in sneakers. Perché, senza nulla togliere ai tacchi salva-vita anche in fila al supermercato, la comodità a volte sa essere molto elegante. E anche glamour.
Soprattutto quando le suddette sneakers sono targate Hogan e quando il suddetto red carpet ti porta al party organizzato da Vanity Fair in collaborazione con il marchio del gruppo Tod’s a Napoli.

Tardo pomeriggio di inizio novembre e la boutique Dev in Via Filangieri, una collezione di scarpe tutta da vedere e provare direttamente su quella passerella su strada che è il tappeto rosso, i bagliori della città che si fondono con i bagliori dei flash, polaroid d’autore scattate da Roberta Krasnig, un frozen alla fragola e celeb a cui chiedere: “Com’è? Com’è sfilare in sneakers?”
«E’ bello, è diverso, è comodo. E sicuramente non mi verrà il mal di piedi stasera, quindi sì. Potrebbe essere un nuovo inizio di tanti red carpet in sneakers.» Me lo dice Giovanna Rei mentre il sorriso sul suo volto e la disinvoltura con cui sfila sul red carpet dice già tutto.
«Una grande firma come Hogan ha sdoganato l’idea di scarpetta, dimostrando che il glamour è un’altra cosa. Funziona un po’ come l’agrodolce nella buona cucina: è buonissimo se fatto bene, se fatto male è veramente cattivo. Hogan ci riesce, e lo fa da anni: mischiare vari stili ma sempre con stile». A parlare stavolta è un uomo, uno che sullo schermo fa il duro ma che a conoscerlo è uno spasso. Massimiliano Gallo che tra poco (dal 12 al 22 novembre al teatro Cilea ndr) potremmo vedere in scena insieme a suo fratello e che ho personalmente adorato in Una grande famiglia, che mi racconta essere stata davvero una “grande famiglia” quando, da situazione già collaudata qual era alla sua terza stagione, lo ha accolto ed arricchito sia a livello lavorativo che umano. A breve, mi racconta con un certo entusiasmo negli occhi, inizierà a girare per rai1 una nuova serie in sei puntate, tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni, I bastardi di Pizzofalcone insieme ad un cast eccezionale e in location molto belle. «Faremo vedere un’altra Napoli» promette Massimiliano, per il quale, gliel’ho chiesto, Napoli è una delle città più belle e culturali del mondo, ma anche una delle più penalizzate da luoghi comuni e scelte matematiche volte a denigrarla. «Ma chi ci viene se ne innamora, chi ci vive lo sa che è una città straordinaria».
E ancora di Napoli e di scarpe e di regali che dovremmo imparare a farci noi stessi mi ha parlato Maurizio Casagrande, che sorride dicendo: «Certe volte vedo ragazze su tacchi improbabili: saranno anche sexy, ma poi finiscono per diventare goffe. Quindi, sì alle sneakers – e a quelle di Hogan naturalmente – anche in situazioni eleganti. C’è un momento per tutto».
Vanity Fair e Hogan per un cocktail party a Napoli. Che ne pensi? «Bisogna smettere di propagandare all’estero l’immagine di una Napoli caduta, decadente, finita, morta, sporca, sbagliata. E cominciare a mostrare le cose belle di questa città che sicuramente ha tanti problemi ma è bella come poche. Il significato del mio nuovo film (Babbo Natale non viene da nord, nelle sale dal 26 novembre ndr) è proprio questo: non aspettare che le cose arrivino da un non meglio precisato nord, un luogo magico, quell’El Dorado dove tutto funziona: Babbo Natale siamo noi, quindi facciamoci i regali che ci servono».

Un po’ come questo party dal sapore internazionale.
Un po’ come questo glamour quotidiano che ci fa sentire più leggeri.

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