
La storia del mio abito da sposa inizia forse molti molti anni fa, quando ho incontrato per la prima volta una donna che aveva una insolita magia nella mente e nelle mani. Da quel giorno ho visto quella magia trasformarsi in abiti meravigliosi, ognuno sempre diverso dall’altro, unico. E poi è arrivato il mio.
È stato magico assistere alla nascita del progetto, costruirlo insieme, andare a comprare la stoffa, vederla a poco a poco prendere forma sul mio corpo e sulla mia anima. E ad ogni appuntamento c’erano chiacchiere, caffè e confidenze, sempre insieme alla mia mamma e sotto l’occhio dolcissimo di Ciro, custode di quella magia. Quando hai la fortuna di farti fare un abito su misura, non lo vedi già pronto da subito: ne vedi la stoffa grezza, le cuciture, le imbastiture. Ne vivi il percorso, una strada lunga, fatta di progressi, ma anche ripensamenti, aggiusti, tagli. Un po’ come vivere una vita. E poi, quando è finito, decorato e stirato, fai un passo indietro e lo guardi con un occhio diverso: non vedi più tutte le cuciture, vedi soltanto un’opera perfetta nella sua unicità, che non poteva essere diversa da com’è, perché parla di te. Grazie a Susi Sposito per tutta questa meraviglia.





















