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Daniela Danesi Couture: le suggestioni

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6 aprile, Hbtoo, sfilata di Daniela Danesi Couture

Il pavimento cementato a vista, i riflettori puntati sulla passerella e un edificio dall’aria elegante e sfatta che solo ai loft newyorkesi è dato avere. E poi gli abiti. Un’intera collezione firmata Daniela Danesi Couture, l’eccellenza dell’ Alta Sartoria artigianale. E io che da quel vestito nero anni ’50 non riuscivo proprio a staccare gli occhi.

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Love Moschino: amore allo stato puro

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8 novembre, Salone Margherita, sfilata Love Moschino.

Ricorderò il battito accelerato del cuore all’ingresso del Salone Margherita. Ricorderò il suono attutito dei miei tacchi sul blue carpet. Il logo LOVE MOSCHINO stampato sul wall, quando mi sono resa conto che era tutto vero. E che io ero parte di quel tutto. Ricorderò la voce di Damien Rice che cantava Can’t take my eyes off of you mentre entravo nel foyer.

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Molaro per le donne, tutte

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24 ottobre, Cycas cafè, sfilata di Gianni Molaro.
Era come se sulla passerella avessero sfilato tutte le donne del mondo. Quelle stesse donne che sfilano ogni giorno tra gli scaffali di un supermercato con il volto tumefatto. Quelle che hanno imparato a nascondere i lividi dietro strati di trucco. E quelle che, nonostante tutto, hanno ancora la forza di vivere. E amare.

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Credo

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Nel caffè che ti ricorda che si può essere felici, anche di lunedì, anche alle 6 del mattino. Nell’ oroscopo che ci prende sempre e nel meteo che non ci prende mai. Nei libri che arrivano sempre nel momento giusto. Nelle partenze, ma soprattutto nei ritorni. Quelli verso te stesso.

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«Un giorno, forse»

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Sono alla stazione ed è un giorno qualunque.
Nell’aria c’è qualcosa di surreale, come se stessi sognando, non so, ma io lo ignoro: oggi voglio partire. E’ un giorno qualunque, dicevo, e per questo è un giorno perfetto per intraprendere un viaggio. Di quelli che cambiano la vita. Cammino a passo svelto, facendomi largo tra gli sconosciuti e i loro bagagli, alla ricerca del mio treno. Ignoro l’espresso per Roma. Quello per Milano e anche quello per Parigi. Ignoro persino il treno ‘che passa una sola volta nella vita’. Pazienza, penso. Sarà per la prossima. Infine, proprio quando mi convinco a tornare indietro, la vedo: è una locomotiva a vapore vecchio stile, nera, appena lucidata.

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«Prenditi il tuo tempo per vivere»

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Ho visto persone correre per tutta la vita. Le ho viste correre sull’asfalto bagnato, di prima mattina.

E senza orologio, perché “non è mai troppo tardi”, ma neanche troppo presto. Le ho viste correre nei supermercati alla ricerca del 3×2, che di detersivo, come di tempo, non ce n’è mai abbastanza. Negli autogrill, negli aeroporti, nelle stazioni, dietro quel treno che correrà sempre più veloce di loro. E loro corrono, distratte, perse, spaesate, ma pur sempre in corsa. Ho visto persone che rincorrono persone, e persone che rincorrono ombre. Persone che corrono perché hanno una meta da raggiungere, e persone che corrono perché non hanno la minima idea di dove andare. Ho visto persone correre e perdere un po’ di sé stesse durante la corsa. Le ho viste ritrovarsi lungo il cammino, pur non guardando mai indietro.

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