
Una cosa con la quale quando cresci devi imparare a fare i conti è la perdita.

Una cosa con la quale quando cresci devi imparare a fare i conti è la perdita.

Quel luogo lontano e misterioso dove poter inviare speranze, aspettative e progetti con la stessa leggerezza con cui una volta si inviavano cartoline dalla villeggiatura. Quel tempo indefinito in cui – per un attimo ne abbiamo la certezza – saremo migliori: più magri, più organizzati, più produttivi.
La verità è che Settembre è una scusa. Ma quella di cui abbiamo bisogno.
Ciao sono Simona e sono una serie tv addicted.

A voler essere precisi sono una serie tv addicted di quelle a scoppio ritardato. Che inizialmente stanno sulle loro, guardano con sospetto e quasi con antipatia le serie tv che fanno impazzire il mondo, per poi recuperare 5 anni di puntate in 2 settimane (generalmente sotto esame), seguire tutto il cast (con relativi cani e gatti) su IG e comunicare unicamente attraverso meme tratti dalle suddette serie tv.
Dunque, prima di andare avanti con una carrellata delle mie serie tv preferite, voglio fare alcune premesse di carattere generale.
Un cappuccino, grazie.
Che io sia in ritardo o in anticipo sulla tabella di marcia. Che io sia assonnata, sfatta, stropicciata o vestita come una diva alle 8 del mattino. Che fuori ci sia il sole oppure la pioggia. Che io sia in montagna, di fronte al mare o all’angolo di una strada trafficata perché è lì che mi piace pensare ci si possa innamorare. Che io sia in compagnia oppure sola con me stessa.
Il mio primo desiderio della giornata sarà sempre questo.
E a forza di cappuccini ordinati e scolati e goduti e offerti e ricevuti a sorpresa prima di una lezione, ne sono diventata un’esperta. Oserei dire un’#influencer.

– Situazione sentimentale?
– Ci guardiamo le storie a vicenda.


5 anni liceo classico e 1 laurea in Lettere Moderne e meno3esami ad una specialistica in Filologia Romanza e innumerevoli pagine lette e articoli scritti e temi e letterine a Babbo Natale e lettere ai miei cari e cartoline e messaggi kilometrici su Whatsapp e saggi più o meno brevi e traduzioni da lingue morte o forse più vive di noi e qualche libro nel cassetto – proprio lì, al posto dei sogni.
E sì, io faccio errori.
Stamattina, mentre instagrammavo il mio cappuccino prima di tuffarci dentro un cornetto ai cereali, pensavo che ormai siamo tutti un po’ influencer.

La nuova collezione si chiama #laboromniavincit. Sì perché l’amore ci rende vivi, ma il lavoro ci salva.

Un cuore che brilla perché quando ci innamoriamo succede che si accende una luce, dentro e fuori di noi.

Tratto da: diario di una salsera.
Ossia di una cenerentola contemporanea con tanto di sorellastre quale mi sentii un pomeriggio di un dicembre quando provai tutte le scarpette del regno per trovare quella giusta.

(Che non è uno stato di Whatsapp – anche se certe conversazioni sono così lunghe e belle che sono storie – ma uno stato dell’anima).