
Venerdì pomeriggio vi racconto la storia di un viaggio. Lontano da qui nel tempo e nello spazio ma reso più che mai vicino da un libro, che come tale compie la magia di renderci partecipi di qualunque cosa esso voglia.

Venerdì pomeriggio vi racconto la storia di un viaggio. Lontano da qui nel tempo e nello spazio ma reso più che mai vicino da un libro, che come tale compie la magia di renderci partecipi di qualunque cosa esso voglia.

Ho letto Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e Alice attraverso lo specchio da grande. Qualche manciata di settimane fa. In quel tunnel più o meno carico di meraviglie che è la metro. Andando avanti e indietro nel libro per capire proprio tutto o almeno quello che c’era da capire e godermi il resto.
E quello che ci ho trovato è stato un mondo sì fantastico, ma comunque un mondo possibile. Più vicino al nostro di quanto siamo soliti pensare.

Questo libro è – essenzialmente – un regalo. Quello di una ragazza: romana, ventitreenne, attrice ma anche e soprattutto moglie, mamma, figlia, nipote e bisnipote. Alle sue donne, quelle che le hanno tramandato i valori più antichi e sani ma anche quelle a cui sarà lei stessa a tramandare qualcosa. Un regalo appunto.

28 settembre 2014, hotel Palazzo Alabardieri, Napoli
Ho incontrato Glenn Cooper durante uno dei miei viaggi: in autogrill, nella sezione bestseller. All’angolo tra la caffetteria e il reparto caramelle gommose, lo amavo già: con gli occhi incollati alle sue parole e l’insana impazienza di arrivare alla fine di quelle parole e di non arrivarci mai.