appunti

Disinnamorarsi

Innamorarsi è bello, bellissimo. Disinnamorarsi non lo è.
Ma, quando capita, sa essere una benedizione.

Ammettiamolo: la fine di un amore, di qualunque amore si tratti, è una di quelle cose che non siamo fatti per gestire con razionalità, un dolore così insopportabile che, mentre soffriamo, siamo convinti sia capace di ucciderci. Eppure quella stessa sofferenza è la prova tangibile che quell’amore, in realtà, non può finire come finisce il caffè dalla dispensa (per quanto anche questo possa avere in sé una certa tragicità). Tutto quell’amore è ancora lì, da qualche parte dentro di noi, più forte che mai. E presto o tardi dovremo trovare il modo di farci pace, di trovargli una sistemazione affinché non ci impedisca di amare ancora.

L’amore, o perlomeno quell’incantesimo che credevamo tale, finisce davvero quando ci si disinnamora. E anche se si potrebbe pensare al disinnamoramento come a un processo lungo e graduale, io lo immagino invece come un colpo di fulmine, ma al contrario. Spesso questa consapevolezza si manifesta senza alcun crac sonoro a sancire la fine di quella passione, senza nessuna ics luminosa sopra le cose. Si manifesta per un’inezia, un dettaglio: una parola fuori posto, un impercettibile movimento degli occhi, una crepa nel muro che non avevi mai visto prima. E BOOM, come un’epifania, ci disinnamoriamo di quella cosa con le stesse instantaneità e totalità con le quali ce ne eravamo innamorati.

Disinnamorarsi non è bello, non lo è affatto.

Ha a che fare con quel vuoto con cui le persone piene non sanno cosa farci.
Ma se innamorarsi è un po’ come cadere, disinnamorarsi è un po’ come rialzarsi.

One Comment

  • Raffaele Pinto

    Riflessione originalissima! Il risvolto dell’innamoramento: se l’amore è malattia, il disinnamoramento è guarigione!

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