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Il coraggio di essere Frida

Mi sono guardata come non mi ero mai guardata prima.
La prima novità è che ho guardato me stessa non nello specchio dell’ascensore né attraverso la fotocamera frontale, ma su una tela in un museo. La seconda novità è che mi sono guardata da fuori, ma allo stesso tempo da dentro. E questo era, dopotutto, lo spirito con cui è nato il progetto “Il coraggio di essere Frida” della mia cara Susi Sposito: far uscire fuori la propria identità e renderla un capolavoro, proprio come aveva fatto Frida. Un’impresa non certo facile – oserei dire titanica, considerati i tempi in cui viviamo – a cui non poteva far fronte niente se non l’arte.

Arrivano gli Italian Fashion Talent Awards 2018 (con tutta l’anima!)

Quante forme può avere l’Anima?
Alla segreteria organizzativa degli Italian Fashion Talent Awards ne sono arrivate oltre mille: quelle che i designer emergenti di tutta Italia hanno immaginato per interpretare il tema della III edizione di questo prestigioso concorso. Tra tutte, cento sono passate dal bozzetto al tessuto e sono pronte a mostrarsi agli occhi di una giuria stratosferica, buyer internazionali e stampa (e anche dei miei, che con “Innamorarsi al semaforo” sarò tra i Media Partner dell’evento!).

Cari giovani designer, IFTAwards è per voi

Cari giovani designer,
prendete quell’ispirazione che vi salva dal rumore di fondo (e dal lunedì).
Metteteci la vostra competenza.
Quella giusta dose di glamour di cui necessitiamo come del sale nella pasta.
Lo studio e il tempo che stanno alla base di ogni buon progetto insieme ad un pizzico di incoscienza.
Metteteci le vostre piccole rivoluzioni quotidiane.
Ciò che vi fa battere il cuore a dispetto dei cinici e di quelli che il cuore ve l’hanno spezzato.
Il coraggio di osare ma anche la paura di fallire.
Qualcosa di wow.
Metteteci la fantasia. La magia.
Insomma, sì. Metteteci l’anima.

Aspettando NapoliCittàLibro

Credo nei libri. Ma soprattutto credo negli uomini che credono nei libri.
E non (soltanto) perché sono dei romantici sognatori, ma per quella loro ferma convinzione che è la cultura a renderci esseri umani. A salvarci: dai mali della vita o anche da noi stessi. Ad aprirci finestre sul mondo. A metterci in contatto con le anime affini che hanno vissuto prima di noi e con quelle non ancora nate.
Sì, credo negli uomini che credono nei libri al punto da dedicarvi la propria vita. E quando accade che tre di questi uomini del 2018 – di nome Rosario, Diego e Alessandro, insieme ad un certo Maurizio – si ritrovano seduti al tavolino di un bar a sognare (in grande, come tutti i sogni che si rispettino) un salone del libro a Napoli, io non posso fare altro che essere loro grata.

“La moda democratica” (qui è tutto pronto e magico)

x-blog

Una domenica pomeriggio di metà dicembre. Una galleria che brilla nel bel mezzo della città.
Quattro donne che raccontano la bellezza da quattro prospettive diverse.
Una passione per la moda che va oltre la moda. O almeno quella che cambia al cambiare dei dettami.
E poi il concetto di moda democratica che amo tanto: che ha a che fare con l’ identità, con la libertà di essere sé stesse anche se a volte questo vuol dire permettersi il lusso di diventare, per una sera, qualunque cosa si desideri essere.
Ed è col cuore pieno di gioia (e la scrivania piena di foto e la stanza piena di stoffe) che vi invito tutti a La moda democratica. Un evento che m’immagino sappia di panettone e spumante. Che parli di moda ma anche di noi. E di quei desideri che affidiamo ad una lettera ma che forse dovremmo essere noi ad esaudire per noi stessi.