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Cose che odio dei social

Devo ammetterlo. Io AMO i social network, e questo non sarà il post in cui vi propinerò la solita retorica del ‘siamo tutti più asociali’. Anzi, credo sarebbe troppo pigro attribuire all’esistenza dei social una responsabilità che, in ogni caso, sarebbe solo nostra: a coltivare i propri rapporti in maniera autentica, ci si riusciva ai tempi dei piccioni viaggiatori e ci si riesce ai tempi della messaggistica istantanea.

Fatta questa premessa, questo sarà invece il POSTO in cui elencherò in maniera casuale cose e persone che dei social proprio non mi vanno a genio.

  1. Quelli che il giorno del proprio compleanno se ne escono col post: “Grazie a tutti per gli auguri, siete veramente tantissimi e non riesco a rispondere ad ognuno di voi”. Ma chi siete, Lady Gaga? Se tante persone hanno speso un minuto del loro tempo per inviarvi un augurio, anche succinto, perché voi non dovreste fare altrettanto, magari nei giorni successivi (tournée permettendo, eh) per dire loro ‘grazie’?
  2. Quelli che coniano giochi di parole improbabili pur di comunicare al popolo dell’internet un voto preso ad un esame o un successo di qualsiasi sorta e scrivono robe come: ‘110 e lode volte grazie’. Ma che lingua è? Se non siete proprio Giacomo Leopardi, non potreste semplicemente dire che siete straorgogliosi di voi stessi e che non vedevate l’ora di farlo sapere al mondo? Basta con questa (malcelata) nonchalance.
  3. I litigi scritti in ortografia perfetta. Quando mi capita di leggere guerriglie verbali che si svolgono sul campo minato dei social, mi sembra di assistere più ad una gara a chi fa sfoggio dell’italiano più forbito e ben articolato che ad un reale scambio di opinioni. Una regola base che ho riscontrato è: più è corretta l’ortografia (e punteggiatura connessa), più è pungente l’offesa che si vuole arrecare.
  4. Quelli che non si perdono una storia ma se per strada ti vedono non ti salutano. È vero che sui social siamo tutti più carini e mostriamo sempre il nostro profilo migliore, ma volete davvero farmi credere che non siete capaci di riconoscere una persona quando ve la ritrovate a un palmo di naso? Questo discorso non vale solo se siete miopi.
  5. Quelli che scomodano dal loro riposo eterno personaggi come Shakespeare o Bukowski e li costringono a comparire nella didascalia di una foto che non ha il minimo collegamento con la citazione presa impunemente a prestito (magari del tutto decontestualizzata). Volevo solo dirvi che Salvatore Aranzulla vi vede che cercate su Google ‘aforismi felicità’.

Categories:ispirazioni

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